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  • Dott.ssa Martina Russo

Le risposte più comuni all'epidemia da Sars-CoV-2 e il "fenomeno psicologico" dei No Mask

Aggiornato il: gen 1


Stiamo vivendo, ormai da molti mesi, una vera e propria emergenza sanitaria, economica, sociale, ma anche e sempre più psicologica.

Tutti noi siamo chiamati a pre-occuparci di noi stessi e ad investire parte delle nostre energie quotidiane preservando la nostra salute, sia fisica che psichica.


Partiamo proprio da qui, dall'adulto che in una situazione nuova come questa, non può essere guidato dall'esperienza. Di conseguenza spesso si agisce mettendo in atto atteggiamenti di fuga ed evitamento, o di negazione e minimizzazione, che non permettono un adeguato fronteggiamento del problema.


Con tali reazioni si innesca, dunque, un processo di regressione che richiama i comportamenti più primitivi dell'uomo, quelli cioè meno razionali.


Molte persone tendono a minimizzare quanto sta accadendo, cercando di negare quanto è invece evidente. Questo accade a causa di meccanismi di difesa primitivi, che proteggono psicologicamente il soggetto che rifiuta la realtà, come nel caso dei No Mask.

Michael Specter, nel 2009, affermò che il diniego e la negazione emergono nella società quando le persone devono affrontare cambiamenti traumatici che non riescono a sopportare. Questo accade perché accettare la realtà rischierebbe di mettere in crisi l'intera struttura di personalità del soggetto, ed è così che il ribelle pensa di affermare se stesso, precipitando invece nel caos e nella percezione distorta della realtà.


Un ulteriore reazione comune, in risposta al Covid-19, è l'ipocondria e l'ansia generalizzata. In tanti controllano continuamente ogni segnale del proprio corpo, consultano internet o diversi specialisti, per assicurarsi di non avere alcuna malattia, maggior timore di una persona ipocondriaca.

Tutto viene ricondotto al Covid-19, argomento che il soggetto tende a presentare a se stesso e a chi lo circonda, anche più volte durante il giorno. Le semplici raccomandazioni della normativa vigente non bastano a rassicurare il soggetto e a dargli protezione.


Ricordiamoci che l'emozione della paura non può essere retta a lungo dall'uomo. Il nostro organismo, in una situazione di continua allerta, non reagisce più in maniera autoconservativa e si possono avere reazioni di panico e fobia, oltre ad incidere negativamente sul sistema immunitario.


E' molto importante mantenere un livello di allerta funzionale, o stress positivo, che permette un'adeguata risposta all'emergenza che stiamo vivendo.


Cosa e come fare?

- Si, a misure di precauzioni da utilizzare giornalmente;

- Si, all'attività fisica, meglio se all'aperto: camminate veloci, bicicletta, corsa;

- No, a reazioni di ansia generalizzata. Nel caso in cui l'ansia percepita è incontrollabile, è possibile verbalizzare i sentimenti vissuti, condividendoli con qualcuno di cui abbiamo fiducia. Scrivere le paure e i pensieri associati all'emozione e rileggerli ad alta voce può essere d'aiuto.


Affidarti ad un professionista e chiedere aiuto, ti sarà sicuramente di sostegno in questo particolare momento di vita.





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